
La Psicomotricità Relazionale è una disciplina che privilegia il corpo e la relazione corporea come strumento educativo e di cura, in particolare la terapia psicomotoria si configura come un intervento particolarmente idoneo da proporre in età evolutiva, in quanto attraverso il gioco e la relazione corporea, offre al bambino delle condizioni esperienziali molto vicine alla dimensione esistenziale in cui si trova ad agire e vivere.
Le patologie e i disturbi che interessano il bambino in età evolutiva sono molteplici, sarà pertanto cura dello psicomotricista trovare le modalità e le strategie comunicativo-relazionali più adeguate al singolo caso, adattando l’intervento sul bambino e sulla problematica che porta. Le strategie fondamentali che lo psicomotricista ha a disposizione per stimolare il movimento, il gioco e i momenti di incontro e contatto corporeo sono l’ascolto del bambino come individuo unico che porta un disagio, l’osservazione rispettosa delle sue modalità di comunicare questo disagio, l’imitazione delle sue modalità d’espressione adeguate che vengono rinforzate e l’empatia nei confronti della sua condizione.
Nel caso di problematiche di natura psicologica conseguenti a conflitti e disagi vissuti all’interno del nucleo famigliare, la terapia psicomotoria si propone di rivisitare le tappe del processo maturativo del bambino. Attraverso il gioco simbolico e la relazione corporea proposta e sviluppata con il bambino sarà possibile trovare la risoluzione del problema; è grazie alla relazione duale, infatti, che il bambino viene aiutato a rivivere le relazioni affettive ed emotive primarie che sono alla base del suo sviluppo disturbato.
L’intervento di Psicomotricità Relazionale si propone pertanto di partire dal corpo e da ciò che esso comunica per dare ascolto profondo al disagio manifestato dal bambino, spostando la comunicazione dal verbale al non verbale attraverso delle condizioni spazio-tempo-oggettuali-relazionali e un contesto esperienziale di gioco che possa instaurare una relazione autentica di fiducia. Lo sblocco dell’espressione non verbale del bambino in seduta permette la riattivazione del corpo, che inizia a raccontare disagi e bisogni attraverso le posture e il tono muscolare, a dialogare con lo psicomotricista attraverso un dialogo tonico, facilitando così la proiezione delle dinamiche interne al sistema familiare nel gioco simbolico. Un corpo che esprime, che parla e che quindi va ascoltato, una dinamica simbolica e un tipo di relazione che raccontano un vissuto; questi i punti fondamentali da cui partire per comprendere le difficoltà del bambino e per favorirne l’evoluzione.
