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Cos’è la Psicomotricità Relazionale:
CORPO E GIOCO IN EDUCAZIONE
La Psicomotricità Relazionale nasce come pratica educativa che attraverso il movimento spontaneo e il gioco libero con materiali semplici e non strutturati si pone l’obiettivo di favorire lo sviluppo armonico della personalità del bambino. Oltre all’area motoria e cognitiva della personalità, favorite dal gioco senso-motorio con determinati oggetti, lo psicomotricista promuove la stimolazione delle componenti emotive ed affettive, molto importanti in età evolutiva, attraverso il gioco simbolico con materiali specifici, nonché le capacità sociali e relazionali grazie al gioco di socializzazione.
Si parte quindi dal corpo, che ha un ruolo centrale nello sviluppo della personalità del bambino, egli infatti fin dalle prime ore di vita utilizza delle strategie comportamentali di tipo corporeo per entrare in relazione con le persone (pensiamo allo sguardo, al pianto, al sorriso, alle posture) e crescendo utilizza il corpo per muoversi, esplorare agire e apprendere. Il pensiero umano, e quindi l’intelligenza, nascono dall’esperienza vissuta con il corpo; questo infatti è cronologicamente coinvolto per primo nello sviluppo della personalità ed è pertanto il propulsore della mente.
Il canale privilegiato attraverso il quale il bambino utilizza il suo corpo è proprio il gioco che diventa un linguaggio specifico che gli permette di esprimersi. Offrire quindi uno spazio e un tempo di gioco libero e spontaneo con dei specifici materiali a disposizione assieme ad altri bambini significa offrire l’opportunità di esprimersi attraverso un linguaggio congeniale. Sarà poi compito dello psicomotricista leggere, interpretare e guidare le modalità di gioco dei bambini per promuovere il benessere psicofisico.
CORPO E GIOCO IN PREVENZIONE E TERAPIA
Gli studi sull’integrazione tra mente e corpo hanno contribuito allo sviluppo della Psicomotricità Relazionale come disciplina che privilegia il corpo e la relazione corporea come strumento preventivo e di sostegno. E’ sul corpo, infatti, che si depositano le esperienze emotive ed affettive, gli stati d’animo, così come i conflitti ed i traumi vissuti dal bambino, ed è proprio attraverso il corpo, in particolare sotto forma di gioco che il egli ha l’opportunità di esprimerli e rielaborarli. I nodi irrisolti o dolorosi di natura emotiva ed affettiva non sono, infatti, compresi a livello mentale dal bambino, bensì vengono interiorizzati, registrati ed espressi attraverso il corpo ed il comportamento. La Psicomotricità Relazionale arriva ai blocchi legati alla storia personale del bambino creando attraverso il gioco le condizioni più favorevoli per permettergli di esprimersi, lo psicomotricista ne permette poi l’evoluzione proprio perchè parla al bambino attraverso la comunicazione non verbale, suo linguaggio d’elezione.
