Corpo ed Emozioni in età evolutiva

Gli studi e le sperimentazioni effettuati da esperti in psicomotricità, in particolare da De Ajuriaguerra medico psichiatra, hanno messo in evidenza come la contrazione neuromotoria dei muscoli che avviene in modo naturale, sia strettamente collegata con i centri sottocorticali del sistema nervoso; questo significa che il tono muscolare è altamente influenzato dalla condizione emotiva ed affettiva che vive un bambino. La tensione del tono muscolare e del corpo è connessa dunque con gli stati d’animo del bambino, questi si riflettono poi sul comportamento e si possono manifestare sotto forma di disturbi psicomotori (pensiamo per esempio alle varie forme di iperattività o di agitazione psicomotoria). Il corpo rappresenta quindi la sede all’interno della quale si depositano tutte le esperienze affettive ed emotive, le sensazioni, gli stati d’animo, così come i traumi e i conflitti vissuti dal bambino nell’arco dello sviluppo, ed è proprio attraverso il corpo, in particolare sotto forma di gioco, che il bambino ha l’opportunità di esprimere e rielaborare questi vissuti.

Il corpo si connota dunque sia come sede di vissuti ed esperienze emotivo-affettive sia come canale di espressione che il bambino utilizza spontaneamente per rielaborarli e dare loro soluzione. Il corpo impregnato di questi vissuti rappresenta la dimensione psicosomatica della personalità, della quale bisogna prendersi cura affinchè il bambino possa procedere lungo il percorso di crescita in modo equilibrato. Per questo motivo va offerto al bambino uno spazio e un tempo per potersi esprimere attraverso il corpo, utilizzando quindi un linguaggio a lui congeniale.

La modalità d’elezione utilizzata dal bambino per muovere il suo corpo è il gioco che diventa la sua attività prediletta, il linguaggio attraverso il quale esprime se stesso, i suoi stati d’animo, i suoi bisogni, i suoi desideri, le sue paure e diventa inoltre occasione di apprendimento. La Psicomotricità Relazionale offre al bambino questo spazio e questo tempo di gioco spontaneo, per esprimersi con i materiali a disposizione attraverso il gioco simbolico e la relazione con lo psicomotricista che lo guida e sostiene.

Bibliografia:

Mauro Vecchiato “Il gioco psicomotorio. Psicomotricità psicodinamica”

Mauro Vecchiato “Psicomotricità relazionale. Le mappe emotivo-comportamentali dall’infanzia all’adolescenza”

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